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Il Trattato di Lisbona
Martedì 1° dicembre 2009 è entrato in vigore il Trattato di Lisbona determinando una serie di novità relative alle competenze, alle procedure decisionali e alle Istituzioni dell'Unione europea. In particolare, il Consiglio europeo straordinario del 19 novembre 2009 ha raggiunto un accordo consensuale sulle nomine del Presidente del Consiglio europeo e dell'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune.

Il Trattato di Lisbona, firmato il 13 dicembre 2007 dai Capi di Stato e di Governo, modifica il Trattato sull'Unione europea (TUE) - che mantiene il suo titolo attuale - e il Trattato che istituisce la Comunità europea (TCE), che viene ridenominato Trattato sul funzionamento dell'Unione (TFUE).

Il Trattato è entrato in vigore martedì 1° dicembre 2009, in base all’articolo 6 del Trattato stesso, che stabilisce l’entrata in vigore nel primo giorno del mese successivo all’avvenuto deposito dello strumento di ratifica da parte dello Stato membro che avrà proceduto per ultimo.

Il Parlamento italiano ha concluso la ratifica del Trattato di Lisbona il 31 luglio 2008 (legge 130/2008). Il disegno di legge di ratifica è stato approvato all’unanimità sia al Senato sia alla Camera.

Le novità introdotte riguardano principalmente:

  • l’istituzione dell’Unione europea, cui viene attribuita la personalità giuridica unica, con conseguente unificazione degli attuali tre pilastri (I° pilastro, comunità europea; II°, politica estera e di sicurezza comune; III°, cooperazione giudiziaria e di polizia nel settore penale);
  • la ripartizione delle competenze tra Unione europea e Stati membri;
  • l’attribuzione del carattere giuridicamente vincolante alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea;
  • funzioni e composizione delle Istituzioni dell’UE;
  • gli atti giuridici dell’UE, introducendo la gerarchia tra le norme ed estendendo il ricorso alla procedura di codecisione;
  • il sistema di voto, che si fonderà sul principio della doppia maggioranza di Stati e di popolazione;
  • il ruolo dei Parlamenti nazionali;
  • la partecipazione dei cittadini, con l’introduzione dell’iniziativa legislativa popolare;
  • la procedura di revisione dei Trattati, che pur rimanendo analoga alla precedente istituzionalizza la partecipazione dei Parlamenti dell’Unione europea (metodo della Convenzione) ed introduce una procedura semplificata.

L’entrata in vigore del Trattato determina una prima serie di novità relative alle Istituzioni dell’Unione europea riguardanti, in particolare, le cariche di Presidente del Consiglio europeo e di Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nonché la composizione del Parlamento europeo e la nomina della nuova Commissione europea.

Il Consiglio europeo straordinario del 19 novembre 2009 ha raggiunto un accordo politico, per consenso, sulla nomina alla carica di Presidente del Consiglio europeo del belga Herman Van Rumpuy e alla carica di Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune della britannica Catherine Ashton.
Il Parlamento europeo ha approvato la nomina della nuova Commissione europea il 9 febbraio 2010.

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