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Temi dell'attività Parlamentare

Elezioni europee
Composto da 754 deputati, il Parlamento europeo è una delle assemblee rappresentative democratiche più grandi del mondo. Il suo ruolo si è notevolmente rafforzato dopo l'entrata in vigore del trattato di Lisbona.

Il Parlamento europeo è l'unica istituzione dell'Unione europea eletta direttamente e a suffragio universale dai 500 milioni di cittadini europei.  E’ attualmente composto da 754 deputati, eletti ogni cinque anni nei 27 Stati membri.

Il trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1° dicembre 2009, ha decisamente rafforzato i poteri legislativi del Parlamento europeo, estendendo in misura rilevante la procedura di co-decisione, che vede il Parlamento sullo stesso piano del Consiglio.

Le ultime elezioni si sono svolte tra il 4 ed il 7 giugno 2009. Il rinnovo avrà pertanto luogo nel 2014.

Sistema elettorale

Le modalità di elezione del Parlamento europeo sono disciplinate autonomamente da ciascuno Stato membro.

In Italia, il sistema elettorale è proporzionale ed i seggi sono assegnati nel collegio unico nazionale, a liste concorrenti presentate nell’ambito di 5 circoscrizioni molto ampie.
La scheda elettorale è unica, si vota per una delle liste e si possono esprimere da una a tre preferenze.

Sono ammesse all’assegnazione dei seggi le liste che hanno conseguito sul piano nazionale almeno il 4% dei voti validi espressi.
Questa soglia di sbarramento è stata introdotta dalla legge 20 febbraio 2009, n. 10, con l‘intento di arginare la frammentazione della rappresentanza politica.

I seggi sono attribuiti proporzionalmente ai voti conseguiti in ambito nazionale con il sistema dei quozienti interi e dei maggiori resti. I seggi conseguiti da ciascuna lista sono quindi riassegnati alle circoscrizioni in proporzione ai voti ottenuti in ciascuna di esse. Determinato il numero dei seggi spettanti alla lista in ciascuna circoscrizione, sono proclamati eletti i candidati con il maggior numero di voti di preferenza.

Assegnazione dei seggi aggiuntivi al Parlamento europeo

Il Trattato di Lisbona prevede che il numero dei membri del Parlamento europeo non possa essere superiore a 751 (750 membri più il Presidente), con una rappresentanza per Stato membro che non può essere inferiore a 6 e superiore a 96 deputati. Al momento delle elezioni del Parlamento europeo, nel giugno 2009, era tuttavia ancora vigente il Trattato di Nizza, che prevedeva 736 seggi complessivi, di cui 99 per la Germania (3 in più rispetto a quanto previsto dal Trattato di Lisbona).

Il Consiglio europeo ha ritenuto dunque necessario prevedere norme transitorie per integrare la composizione del Parlamento europeo fino al termine della legislatura 2009-2014, in modo da garantire i seggi aggiuntivi agli Stati membri che ne hanno diritto in base al Trattato di Lisbona, senza togliere alla Germania i 3 seggi ulteriori previsti dal Trattato di Nizza (i membri del PE diventano così per la legislatura in corso 754 anziché 751 come previsto dal Trattato di Lisbona). In particolare, la Spagna avrà 4 deputati in più; Austria, Francia e Svezia 2; 1 ciascuno per Bulgaria, Italia (che passa da 72 a 73), Lettonia, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Slovenia, Regno Unito.

Sulla base della decisione del Consiglio europeo, il 23 giugno 2010 si è svolta una Conferenza intergovernativa per procedere alla firma del Protocollo che modifica il Protocollo n. 36 sulle disposizioni transitorie allegato al Trattato di Lisbona. Il Protocollo stabilisce l’incremento temporaneo di 18 seggi del Parlamento europeo, prevedendo altresì che spetti agli Stati membri designare i rispettivi membri supplementari, nel rispetto del proprio ordinamento nazionale ed a condizione che siano stati eletti a suffragio universale diretto, indicando tre possibili opzioni: 1) elezioniad hoc; 2) designazione sulla base dei risultati delle ultime elezioni per il Parlamento europeo; 3) nomina da  parte  dei rispettivi Parlamenti nazionali al proprio interno, ferma restando l’incompatibilità tra le due cariche.

    La legge 14 gennaio 2011, n. 2, ha proceduto alla ratifica del Protocollo ed ha scelto per l'assegnazione del seggio aggiuntivo spettante all'Italia, tra le tre possibili opzioni previste, l'utilizzazione dei risultati delle ultime elezioni europee, soluzione adottata da diversi Stati membri. All'assegnazione del seggio si procede attraverso l'utilizzazione del maggior resto non assegnato all'esito delle elezioni europee del 2009.

    Documenti e risorse web